Andalusia: Diario di bordo

Link all’evento: Spagna del Sud

 

Partire per la Spagna, esattamente per l’Andalusia, in gennaio sicuramente non è il periodo migliore. La Spagna è sinonimo di sole, musica, calore e visitarla d’inverno non riesce a mostrare il suo lato migliore. Noi, nonostante tutto, eravamo curiosi di esplorarla anche di questo periodo insieme ai nostri compagni di viaggio nella piena convinzione che avremmo visto e goduto le bellezze incomparabili dell’Andalusia.
Con i nostri quattro equipaggi, formati da Pierino e la moglie Gianna, (il capo carovana) Franco e Wilma, Renato e Fernanda infine la sottoscritta Tina e mio marito Mimino, (dimenticavo schyla la mia cognolina), siamo arrivati al porto di Civitavecchia il pomeriggio del 18 gennaio e, dopo aver regolarizzato i nostri documenti, ci siamo imbarcati sulla nave Grimaldi, destinazione Barcellona.
La nave è partita alle 23,55 silenziosa sotto la luna fendeva le dolci acque che ci allontanavano dalla nostra terra. Un attimo di tristezza, sostituito subito da uno stato di euforia per la lunga vacanza che sicuramente ci avrebbe regalato tante emozioni. Le diciotto ore necessarie per raggiungere Barcellona possono sembrare quasi interminabili, ma oggi le navi offrono tanti diversivi per rendere piacevole il viaggio, nel nostro caso l’intrattenimento musicale ci ha spinto a ballare, facendoci cosi divertire.
Il 19 gennaio, alle 20,40, siamo arrivati a Barcellona e dopo aver percorso circa 100 km abbiamo raggiunto la prima tappa del nostro viaggio ovvero il Monastero di Poblet

Monastero di Poblet

Siamo arrivati nel parcheggio del Monastero ormai a notte fonda, ma questo non ci ha impedito, comunque, di brindare con i nostri compagni alla riuscita della nostra avventura.
La mattina dopo eravamo ansiosi di visitare questo enorme complesso che padroneggiava sulla collina, circondato da pioppi
Il Monastero di Santa Maria di Poblet è situato in Catalogna. L’origine del nome deriva dai fitti boschi di pioppi in cui esso è sorto. Ha catturato subito la nostra attenzione il grande chiostro all’ingresso. Le altissime volte gotiche, i cui costoni si incastravano perfettamente, davano l’idea di una grossa gabbia toracica. La guida ci ha svelato diversi misteri della vita monacale cistercense. Magnifiche le merlature delle mura che circondano il complesso. Dichiarato Patrimonio dell’UNESCO, nel 1991, il Monastero è un esempio dei diversi stili artistici e culturali che si sono succeduti nel corso dei secoli. Questo lo si evince dai quattro campanili che si elevano maestosi i cui stili sono: romanico, gotico, rinascimentale, barocco.
Nella chiesa si trovano le otto tombe dei Re sovrani e di sei Regine. Questi mausolei, contrariamente a quanto visto fino a ora, si trovano all’altezza di due metri dal pavimento, sinonimo di superiorità.

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